miércoles, 11 de marzo de 2009

Sagnitelle e fasciule a Miracoli

Non avevo di meglio da fare. Gabriele mi manda un sms con scritto "non mangio" e durante la pausa pranzo, complice un sole molto simile a quello di aprile, decido che vado fuori. Non fuori nel senso di fuori all'aperto (già ci stavo) ma fuori nel senso fuori Vasto, fuori Punta Penna. Decido di percorrere la Statale 16 direzione nord in cerca di qualche novità. L'intenzione che mi viene dopo aver preso la macchina è Casalbordino e parto. Arrivo e parcheggio proprio davanti al panorama da cartolina tipica del posto: Miracoli di Casalbordino.

Poco distante, l'Osteria dei Miracoli, ma era chiusa. Cavolo, sono arrivato fin qua ed è pure chiuso? Poco più giù leggo un'insegna: "Caffetteria - Pizzeria - Spaghetteria «Il Panzanaro»". Avvicinandomi vedo già quel che di rustico che affascina uno come me: un piazzale spoglio, una sedia messa lì "tanto per"... la porta del locale di un vetro logoro con attaccate vetrofanie di qualche marca di birra o altro, oramai sbiadite.
Entro e trovo quello che avevo pensato. Un ambiente da ristorante a buon mercato. Sedie e tavoli erano consoni per un ristorante, la clientela per una taverna che vive dei suoi avventori da secoli. Le battute si sprecano:

Signore distinto (a uno anziano) - "Giovane, te le fi' 'na birrette?"
Anziano - "No grazio, sono in servizio"

Sorrido. Mi piace sempre di più... Mi accomodo a un tavolo e si avvicina una ragazza davvero carina che mi dice "Lascio menu". Non era italiana, potrei dire che era dell'Est ma sarei scontato. Chiedo cos'hanno senza guardare il menu. Mi sembra una perdita di tempo e dopotutto non sono qui per fare il cliente selettivo.

-
Che cosa c'è oggi?
- Stano cucinando la pasta e fagioli...

(Cosa c'è di più rustico?)

- Va bene! Un piatto di pasta e fagioli.
- Lo vuole rossa o in bianco?
- Rossa, grazie.

Chiaro, adesso mi si dirà che una pasta e fagioli è una pasta e fagioli, nulla di così sofisticato da farti dire "Cavolo Robè, oggi mi so' magnate nientepopodimeno che... Pasta e fagioli!". Il punto è che se vai in certi posti DEVI mangiare pasta e fagioli, l'alternativa ti classifica come cacacazzi, secondo me. Un po' come andare in un ristorante in cui la specialità è il pesce e ordinare una bistecca di vitello ai ferri, benché presente nel menu.
Ecco il piatto di "Sagnitelle e fasciule" che mi è stato servito. Il Panzanaro, mi sa che ci torno...


'Il Panzanaro' si trova qui:


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sábado, 7 de marzo de 2009

Brunch





Los sábados y los domingos por la mañana los alemanes van en procesión a la panadería. Mi hermana y Max son clientes fieles de la pequeña confitería de la calle Lutero.

Da gusto ir con las legañas puestas y despertar con las luces de las vitrinas repletas de tartas, cruasanes, bizcochos de amapolas y frutas del bosque. Detrás del mostrador asoman más de 20 variedades de panecillos (con pipas de girasol o calabaza, de centeno o con semillas de sésamo...)

Es un rito que siempre he querido compartir con vosotros. Desayunar tarde y abundante, sin prisas, porque el brunch tiene un ritmo de conversación íntimo, al igual que en las saunas. No sabes porqué pero es así. Encerrado en una sauna apetece contar secretos. De cañas contar chistes. Surge una charla alegre, ligera, con interrupciones para pedir otra ronda. O aceitunas.

Los fines de semana, cuando puedes disfrutar del descanso sin despertadores, es el momento propicio para escuchar. Por eso insisto tanto.

lunes, 2 de marzo de 2009

La pizza dell'Oste



(Internacionalizo el blog con este post en italiano, prometo traducirlo en cuanto pueda.)

Una pizza è una pizza e si mangia. Può essere mediocre, buona, discreta, umile, secca, grande, piccola, fine o grossa, ma il commento arriva solo a piatto vuoto: difficile che una pizza la si lasci nel piatto. Così come è difficile che la pizza sorprenda.

La verità è che la pizza ottima non esiste e che sempre dobbiamo trovargli un piccolo difetto e ci sarà sempre qualcuno che dirà la famigerata frase: “La pizza buona è quella di Napoli”. Sarà per l’umidità o per la pressione atmosferica, suppongo. Poi c’è l’annoso quanto spinoso problema della crosta. C’è chi non la mangia perché non l’ha mai mangiata, che significa semplicemente: quando ero bambino la lasciavo perché non c’era condimento; e c’è chi la lascia perché “è la parte che fa ingrassare”, come se il condimento fosse esente da grassi.

Poi c'è una strana categoria di mangiatori di pizza, alla quale -ahimè- appartengo. Sì, sono uno di quelli che mangia solo "pizze classiche" e non “queste cose moderne che si fanno adesso" (nella lingua nativa dell'autore, "cose moderne" si può sostituire con "purcuarí").

Insomma, la pizza è un mondo ed io, da buon emigrato, cerco di mangiarne una ogni volta che torno in Italia, dove la pizza è più buona...umidità e pressione atmosferica? No, no, in questo caso la pizza è più buona per altre ragioni. Ragioni meno fisiche, ma più reali. La prima è che in Italia ci sono gli italiani (ooooh, gran scoperta...), più esperti di altri nel riconoscere una buona pizza, e questo piccolo fattore alza il livello medio della pietanza nazionale. La seconda ragione è che quando mangio una pizza in Italia, la mangio con la gente con cui sono cresciuto, gente che non vedo per mesi. La terza ed ultima ragione è che una pizza in Italia è ben pagata. La concorrenza e la ‘normalità’ della pizza abbassano i prezzi rispetto a altri Paesi: pagare 12 euro una Margherita rende difficile la digestione a chiunque.

Preambolo fin troppo lungo per dire che in occasione del mio ultimo viaggio italiano ho scoperto un’agradabile pizzeria. Si chiama ‘L’Oste e la Regina’ e la trovate “sott'a Montedorisio”. Cioè, qui:


Ad essere sincero, quando mi hanno proposto di andare lì ho pensato: “pe’ ‘na pizza fin lì?”. Poi ho scoperto che lì non era tanto lontano dal mio qui di allora (Vasto City) e mi sono dovuto ricredere. Ma l'altra importante scoperta della serata è stata che non solo ho rubato pezzi ai miei commensali (non è una gran novità...), ma che non sono riuscito a trovare nessun difetto alla pizza. A piatto vuoto ho potuto solo dire: “Era proprio buona”.

Un film: Totó Sapore (Italia, 2003).

sábado, 28 de febrero de 2009

Abrasando hortalizas


Ayer me entusiasmé en la frutería. Hace ya algún tiempo que la galería de alimentación de mi barrio fue transformada en supermercado ('empresa 100% madrileña', dicen en sus rótulos para aplacar las susceptibilidades de castizos reaccionarios, antiglobi de salón y enemigos de carrefoures u otras 'maisons' francesas del autoservicio), pero algunos de los que allí tenían puesto decidieron proseguir su actividad en locales próximos. Es el caso de Frutas y Verduras Félix, 'Géneros Selectos' (San Gerardo, 21). Que la frutería del citado súper sea un auténtico desastre no ha hecho sino subrayar la excelencia del comercio de Félix y compañía, que siempre está lleno. Un triste rincón de uno de los muchos pasadizos de Saconia es ahora un precioso escaparate vegetal.

Si las geometrías diversas y coloridas de una frutería suelen llamar la atención, en el panorama angosto y enladrillado de mi barrio lucen mucho más. El género, como se advierte en el frontispicio de sus bolsas, es excelente, y una vez allí, tan atinadamente dispuesto como está, entran ganas de llevárselo todo. Fui a por plátanos y una lechuga de hoja de roble, y al final me gasté más de 20 euros. Compré unos muy buenos tomates, en estos tiempos en que tan difícil es encontrar unos que se puedan comer sin arrugar el morro. A instancias de Félix, añadí un par de manzanas de una variedad llamada 'Ambrosía' a un trío de Fujis, que son las que me gustan; me acabo de comer una y estaba pero que muy rica. Hasta pillé aguacates para hacer guacamole, cosa insólita en mí, y un par de pimientos fragantes para asar mañana. Entretanto, hoy para comer metí en el horno una berenjena, un calabacín, una cebolla y un par de tomates inservibles que me quedaban en la nevera, y los he abrasado convenientemente, 40 minutos a 200 grados. Salpimentadas, espolvoreadas con un poco de parmesano y acompañadas, como podéis comprobar en la foto, de un par de condenados huevos '6 minutos' que tanto me gustan, me he comido las torradas hortalizas bebiendo un par de vasos del clásico, infalible y asequible Puerta Vieja. Éste sí, comprado en el súper... Y el pan, de Alí, entrañable badulaque del que otro día hablaremos.

(Foto barvaron)